Dalla zona collinare parmense si scende nella pianura emiliana, patria di uno dei vini italiani più allegri e iconici: il Lambrusco. Siamo tra le province di Modena e Reggio Emilia, nel cuore delle “Terre del Lambrusco” DOP, con un’estensione che sconfina anche nel basso Mantovano (provincia di Mantova, in Lombardia). Il Lambrusco non è un singolo vitigno ma un’intera famiglia di uve rosse autoctone, da cui nascono frizzanti vini dal caratteristico profumo di violetta o frutti rossi, dalla spuma vivace color rosa e a moderato tenore alcolico. I 7 vitigni principali di Lambrusco – chiamati i “sette rami” – sono: Sorbara, Grasparossa, Salamino, Marani, Maestri, Montericco e l’Ancellotta (quest’ultimo tecnicamente un vitigno distinto ma spesso usato in uvaggio). Ogni varietà corrisponde a peculiarità enologiche e zone di coltivazione: ad esempio, il Lambrusco di Sorbara DOC proviene dalla zona alluvionale tra i fiumi Secchia e Panaro a nord di Modena ed è noto per il colore rubino chiaro, corpo leggero e spiccata freschezza; il Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC nasce nell’area di Carpi ed è equilibrato e fruttato; il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC invece cresce sulle prime colline a sud di Modena (Castelvetro) e dà vini più tannici, dal colore porpora intenso e profumi di mora. Tutti possono essere vinificati secchi, amabili o dolci, a seconda delle tradizioni locali e degli abbinamenti gastronomici.